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giovedì, novembre 26, 2009 Both touched with their burning ambitions... Mai come ora mi ritrovo a fare i conti con sogni ed aspirazioni. Mai come ora mi rendo conto che non sono che all'inizio di un percorso, ma allo stesso tempo anche col fatto che non basta limitarsi a pensare ad una prospettiva, non basta dire "da grande farò", ma si deve partire e partire ora, che poi è tardi. Non sono sempre stata una programmatrice, una di quelle che si organizzano per bene e fanno tutto in modo da non trovarsi ad annaspare: banalmente mi sono ritrovata a fare i conti col fatto che molto spesso non capitano botte di fortuna che ti salvano in extremis. Diciamo che quando lascio che le cose vadano da se, puntualmente non compare il deus ex machina a salvarmi. La fortuna o te la costruisci o non ti piomba addosso dal nulla. Il fato aiuta, ma solo gli audaci, per voler restare sul classico andante. L'audacia però non dev'essere priva di criterio: non si può pensare di alzarsi una mattina e, dopo una vita di krapfen e pisolini, correre e vincere la maratona di New York. La fortuna ti aiuta se osi, ma con cognizione di causa, se sai che cosa vuoi e dove vuoi arrivare. Da dov'ero partita a proposito? Ah si, dalle ambizioni. Il problema degli ambiziosi, e io mi considero tale, nel bene e nel male, è che spesso non si limitano ad essere ambiziosi in un settore. Non si fermano ad un "voglio riuscire a fare il lavoro che mi piace", ma magari ci aggiungono anche un "vorrei stare con la persona giusta per me e costruirmi una quotidianità ", "vorrei vivere in un posto che amo", "vorrei poter coltivare le mie passioni" e avanti così finché ce n'è. Ogni ambizioso che si rispetti tende sempre, con un buon margine di autoreferenzialità , ad immaginare la sua vita ideale come un complesso meccanismo in cui tutto si tiene: mai viene sfiorato dal dubbio che si debba compiere una selezione, mai fino al momento in cui ci va a sbattere contro. E allora tocca fare i conti con la scala delle priorità . E a volte i conti non tornano. Ecco, ora come ora i conti non mi tornano, ma mi fermo a rifletterci su solo un attimo, il tempo di rimettere a fuoco gli obiettivi, il tempo di dar spazio ad una malinconia sempre presente e messa a tacere solo da una passione altrettanto grande. Quanti conti in questo post, troppi per una letterata. Scritto, diretto e interpretato da: Minerva84 alle 23:56 - commenti (2) autobiografismo sterile martedì, novembre 24, 2009 Quella sensazione allo stomaco... ...come di farfalle. Io devo avere dei problemi, seri, che sono alla base della mia propensione al donquichottesimo. Io quando sento le canzoni della resistenza, quando sento l'internazionale socialista, quando sento La Guerra di Piero di De Andrè, quando sento Dio è morto di Guccini, io mi emoziono. Ma non in modo normale e moderato come magari ci si emoziona sentendo una bella canzone: mi vengono le farfalle nello stomaco, mi cresce una voglia di fare, di esserci, di vivere il mio tempo che non vi dico. Mi cresce dentro lo spirito da passionaria, da capo popolo e via dicendo. Forse nella mia vita precedente sono stata una garibaldina...chissà . ...come di acido che si fa strada fino a bucare pure il pavimento*. Quando accendo la Tv, mi connetto ad internet, ascolto la radio o apro un giornale e leggo del processo breve, dei tagli alla ricerca, della pausa pranzo che nuoce all'Italia, della crisi che è psicologica. Quando vedo la SUA faccia, il SUO sorriso idiota (ma che cazzo ti ridi?!), i SUOI portavoce dai nomi parlanti. ...come di languore e svenimento incipiente. Quando mi faccio ore e ore di riunione senza alzarmi dalla sedia e senza aver, stupidamente, comprato nulla da sgranocchiare. Quando mi accorgo che la macchinetta del dipartimento si è orrendamente inceppata. Quando penso certi pensieri che mi mandano un pò in crisi. Quando penso al domani. Quando penso all'oggi. ...come di nausea e gastrite. Quando mancano pochi giorni ad un esame. Quando aspetto responsi. Quando mi sveglio e il sogno appena fatto mi lascia indelebili tracce in testa. Quando devo fare gli esami del sangue-andare dal dentista-andare dal medico in generale. Quando aspetto una telefonata con tutto il cuore e non arriva. Quando penso ai miei desideri, ai miei sogni, ma non so bene se desiderarli. Sono una persona viscerale. *Cit. Underbreath. Scritto, diretto e interpretato da: Minerva84 alle 22:04 - commenti (2) autobiografismo sterile venerdì, novembre 20, 2009 Gran Torino... In questa due giorni torinese ho: mangiato i ravioli (raviole, parluma piemuntais) al sugo d'arrosto e bunnet, fatto un tema sull'espressionismo nella letteratura del Cinquecento, fatto una foto sotto il busto di Alfieri, trovato un centesimo americano portabuono sotto il sopracitato busto di Alfieri (la cosa ha remote simbologie che ora mi sfuggono, ma sulle quali lavorerò nei prossimi giorni), atteso con ansia i risultati dello scritto in un corridoio deserto in perfetto stile Shining, ammirato le luminarie d'artista, visitato il museo d'arte orientale (dove però metà del padiglione sul Giappone era chiuso porcazza la vaccazza), invidiato chi andava al festival del Cinema, avuto un quasi mancamento davanti al tabellone coi voti dello scritto, sbeffeggiato spavaldamente le mie ansie per poi esserne attanagliata due secondi dopo, comperato un'alce natalizia montabile da Muji, fatto un sacco di fotografie, camminato per ore ed ore, comperato due bottiglie di Ruché (per poi pentirmene al momento di dover andare in stazione), sostenuto un colloquio orale seduta nella stessa sala, nella stessa sedia e con la stessa vista di quando ero stata a Torino l'altra volta per un seminario (anche questo ha una sua simbologia da analizzare), socializzato con nuova gente e ritrovato colleghi concorrenti pisani e milanesi. Sono un pò stanca. Da ora inizia il week end di svacco: sono in pigiama e ci resterò. Si si, legata al divano alfierianamente! Scritto, diretto e interpretato da: Minerva84 alle 23:32 - commenti (2) autobiografismo sterile sabato, novembre 14, 2009 Faccé riddere... Giorno I Set: biblioteca d'italianistica Personaggi: una studentessa molto stralunata, una bibliotecaria, uno studente dall'aria seria. Studentessa: "Le chiedo una cosa prima della chiusura: mi servirebbe un testo con la collocazione Letteratura italiana collezione Ix elle 432" Bibliotecaria: "Ix elle 432?" Studentessa: "Si, si, son sicura, guardi l'ho scritto qui" (e mostra la mano impiastricciata di sigle e nomi). Risata dello studente alle spalle. Tragica presa di coscienza della studentessa. Studentessa: "Ehm...forse è quaranta 432..." Risata sguaiata dell'impietoso studente. La bibliotecaria torna con il volume, un tomo da un quintale, dopo pochi minuti. Studentessa allo studente: "Vedi? Era davvero extra large". Repentino pentimento per la pessima battuta. Giorno II Set: biblioteca d'italianistica (si sempre li) Personaggi: una studentessa (si, son recidiva), due bibliotecarie (si, voglio sputtanarmi su larga scala) Studentessa: "Restituisco questi due volumi da consultazione e poi avrei bisogno di questi altri a prestito" Bibliotecaria: "Va bene, vediamo...allora il primo glie lo posso dare,i Sepolcri no perché è da sola consultazione, ma se le serve guardi che in qualsiasi altra biblioteca glie lo danno" Studentessa: "Bè no, fa niente, lo consulto lunedi. Lo volevo prendere per il week end" (ovviamente dicendo tutto questo non ha nemmeno un barlume circa la comicità grottesca di quanto affermato). Bibliotecaria: "Ma lei legge i Sepolcri nel week end??? Faccia qualcosa di più allegro!" Studentessa: "Bè...è breve..." Bibliotecaria: "... ... ... Va bè, son gusti. Comunque lei ha un prestito scaduto..." Studentessa: "Ah...mi può dire che libro è?" Bibliotecaria: "Certo, vediamo...Tragedie di Alfieri! Ah! Ma allora lei legge solo cose del genere! Mi stupisco che non viva in preda agli incubi!" Risate generali. Ammicco e rido, conscia della tragica comicità della cosa. Scritto, diretto e interpretato da: Minerva84 alle 13:12 - commenti (2) come sopravvivere alla vita univ, autobiografismo sterile mercoledì, novembre 11, 2009 Just a little break... Ogni tanto si deve staccare e se non sei tu a concedertelo sarà la tua testa a fartelo capire, quando ti ritrovi a leggere per la trecentesima volta la stessa riga di un saggio d'imbarazzante chiarezza e non riesci a focalizzare nulla. Allora ti viene in mente che potresti, magari, forse, ma dai che non è così grave, dicevo potresti accettare l'invito per un cinema infrasettimanale che non sia una rassegna di film boliviani in bianco e nero. E passi la serata in compagnia di due amiche, a vedere Julia&Julia, gustandoti ogni singola scena per poi trascorrere un'ora fra la fine del film e il rientro a casa piegata in due dal ridere in macchina con le sopracitate. Che poi a pensarci i ricordi di chiacchierate più belli che ho riguardano quasi sempre una macchina: momenti belli, brutti, drammi, risate, sempre in auto. Avrò una vocazione automobilistica. Stamattina poi ho dato libero sfogo al mio bisogno di creare e ho cucinato un intero pranzo: torta di patate, stufato alla parigina, torta paneangeli con la crema (Per chi vuole assaggiare virtualmente...buttate un occhio nel link cucino sotto al titolo). Ogni tanto sento il bisogno di concretezza, perché avere come occupazione principale lo studio è bello e spesso gratificante, ma ti fa sentire poco produttivo, come dire, poco coi piedi per terra. e ogni tanto coi piedi per terra si deve tornare. E allora farina, batticarne, frullatore, cipolle che a tagliarle piangi un sacco e così hai pure la scusa, vanillina e compagnia bella. La protagonista del film di ieri sera diceva che cucinare era rassicurante perché di fronte a tutta la sofferenza e il caos in cui viveva di giorno, la sera era sicura che unendo gli ingredienti in modo giusto ne sarebbe risultata una torta. Rassicurante. Per me cucinare invece è un modo di stare per un momento con la testa e con il corpo nello stesso posto. Quando cucino raramente penso a quello che ho da fare, ai miei casini, agli impegni: sono li, io e le mie pentole e penso solo alla sequenza di procedimenti da seguire mentre il corpo esegue. Non mi capita quasi mai. Mi capitava suonando il pianoforte, ma ho disimparato. Mi capita facendo giocoleria e scattando foto. Indi nota a me stessa: devo dedicarmi più spesso a queste attività . Nel pomeriggio, in preda ad un ormai tristemente noto senso di colpa, sono andata in biblioteca, con il patetico record di 20 pagine lette in un'ora. Libro chiuso e ci si vede domani. Sono tornata alle foto e alle omlette. Scritto, diretto e interpretato da: Minerva84 alle 21:42 - commenti (3) autobiografismo sterile, cucina per dementi sabato, novembre 07, 2009 Post posticcio... Vorrei scrivere di tante cose, ma il mio livello di concentrazione in questi giorni è da bimbo necessitante ampia copia di Ritalin quindi sarà caotica, convulsa e confusionaria più del solito. -Ho passato lo scritto a Bologna e la buona novella mi è stata anticipata da un sogno premonitore bizzarro in cui il mio tema veniva corretto dalla commissione di X Factor. Mara Maionchi e Morgan elogiavano le mie virtù nel dissertare a vuoto della novella a cornice quattrocentesca, mentre la Mori diceva che ero una ragazza senza passione e che il tutto trapelava dal mio tema. Però il risultato era comunque positivo 2 a 1, Minerva passa alla prossima puntata. -La mia bici è tutta ammaccata. Ovviamente questo non ha nessuna relazione con il punto uno, ma l'avevo annunciato che sarei stata sconclusionata. Qual'è infatti quella cosa che riesce ad investire con la SUA macchina la SUA bici nel SUO garage? Ma Minerva naturalmente! E così la mia imago ora è tutta mal messa, il che in effetti fa il paio con me, quindi tutto in regola. -Ieri sera ho staccato la spina, per la prima volta dopo tanto. Un film strano-strano e un pò acido, un dopo film con Eka e il Mentore davanti ad una birretta. Si è fatto tardi fra le chiacchiere e per qualche ora il cervello si è svuotato da tutto il ciarpame che ci balla dentro. Alla faccia del "grande traduttor dei traduttor d'Omero". -Sento di avere delle cose in sospeso, da chiarire. Ma forse non ho voglia di farmi dei gran domandoni ora, solo di essere un pò contenta, regalarmi un pò di felicità e poi verranno i domandoni, che di quelli ce ne sono sempre. -Oggi mi faccio il riso alla cantonese. Scritto, diretto e interpretato da: Minerva84 alle 12:22 - commenti (1) cinicitta, autobiografismo sterile sabato, ottobre 31, 2009 Cavoli, dove l'hai imparato? Ho appena dato sfoggio della mia utilità sociale disincastrando due recipienti di plastica che parevano, quasi novelli excalibur, infilati uno dentro l'altro con un perverso sistema di sottovuoto. I miei predecessori, nel tentativo di riuscire nell'impresa, li hanno tirati, sbattuti, capovolti con violenza, hanno cercato di fare leva con un coltello e viadicendo: nulla. Poi sono arrivata io e in men che non si dica ho risolto il problema. Il tutto fra lo stupore generale. "Ma dove hai imparato a fare così?" "Eh...nelle cucine della festa dell'Unità ". Quando si dice che la politica non serve a niente...questa è la vera scuola di politica! Scritto, diretto e interpretato da: Minerva84 alle 14:11 - commenti politica e polemica venerdì, ottobre 30, 2009 Quante cose non diciamo... lasciamo correre pensando che ci sarà tempo. Lasciamo perdere perché "se non hai da dire una cosa carina allora è meglio non dire nulla". Omettiamo perché magari quanto detto potrebbe risultare difficile da accettare o scomodo. Glissiamo perché abbiamo paura dei giudizi, degli sguardi che sottolineano un non detto lapidario. Sorvoliamo perché potremmo essere fraintesi oppure perché crediamo che sia inutile dire per l'ennesima volta la stessa cosa. Evitiamo di chiosare quello che ci appare evidente, quelle sottolineature inutili che però magari illuminerebbero la giornata di qualcuno. Parliamo tutto il giorno, ma parlare davvero, dire le cose, non cianciare a vuoto è una cosa maledettamente complicata. Scritto, diretto e interpretato da: Minerva84 alle 21:22 - commenti autobiografismo sterile giovedì, ottobre 29, 2009 Complessivamente parlando... oggi sono stata a Pisa per la seconda volta in due settimane dopo che non ci andavo da minimo quattro anni. E ci sono tornata per un concorso, il terzo, nelle quattro volte che son stata a Pisa. Pisa per me è concorsi, chianti, un pò di torre e stress&endorfina. Ho fatto il mio show, prima e dopo lo spettacolo principale: per fortuna non durante. Ho cercato di convincere una commissione che è impossibile non desiderare di conoscere approfonditamente e nel dettaglio vita, morte e miracoli del signor Luigi Riccoboni. Spero si siano convinti, io almeno ci ho provato. Quanto allo show ho deliziato tutti con la mia usuale verve tragicomica, con tanto di pantomima di svenimento da saltimbanco settecentesco, così, per dare un'idea concreta di quello che andavo vanverando nel progetto di ricerca. Ho mangiato una deliziosa schiacciatina alle olive che è stata in sintesi il mio unico sostentamento fino allo svolgimento del colloquio, perché se io mangio seriamente prima di un esame poi sto male, ma male male, male che non vorreste incontrarmi ecco. Poi però dopo ho mangiato una brioches e un cappuccino (colazione delle tre), poi dopo due ore un mac bacon con frappè al cappuccino e poi ho avuto anche il becco di ferro di cenare. Il mio fegato fa dichiarazioni secessioniste, il mio cervello chiede il part time, il mio corpo una corsa in mezzo al niente. Io per ora vado a letto. Grazie della cortese attenzione e buona serata. Scritto, diretto e interpretato da: Minerva84 alle 23:50 - commenti come sopravvivere alla vita univ, autobiografismo sterile, con-corro lunedì, ottobre 26, 2009 Del dopo primarie... la giornata di ieri è stata devastante. Seicentotrenta elettori,iscritti nei registri uno ad uno, per un totale di 1260 schede vidimate, consegnate, scrutinate. Stanchezza ai massimi livelli, con un gradevole abbinamento di stress e stizza: potenziale presenza di febbre subito sedata con massicce dosi di aspirina. Telefonate, scambi di dati e alle otto e mezza, primi risultati comunicati via skype al politico emergente, che come sempre era in uno stato di grazia iperattiva elettorale. Complessivamente un bellissimo momento di partecipazione, per me un risultato gratificante, avendo vinto Bersani. E da oggi...tutti di nuovo al lavoro, che la politica non si ferma per riposo il lunedì. Scritto, diretto e interpretato da: Minerva84 alle 19:38 - commenti politica e polemica |
Angolo della vanagloriae dell'ubiquitÃ
MINERVA CONSIGLIA SENTITAMENTE
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